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la storia

Dall’occupazione dei collettivi femministi nel ’70, alla crescita di numerose associazioni femminili con la proposta di una miriade di attività e servizi “con e per” le donne

Era il 23 giugno 1978 quando, esaurita la fase delle grandi manifestazioni e delle contrapposizioni, i collettivi e i gruppi femministi modenesi (Lotta femminista, Collettivo di Via Nazario Sauro, Collettivo femminista Rosaria Lopez, ecc) occupano simbolicamente i locali di Via del Gambero 77 a Modena, attuale sede di molte associazioni femminili, dove creano un punto di riferimento e d’incontro per molte donne della città. Fu un giorno di festa ma anche l’occasione per sensibilizzare e far crescere nella città il consenso intorno alla richiesta dei locali avanzata al Comune. Dopo lunghe trattative arriva la soluzione. Il Comune ristrutturerà i locali prevedendo l’apertura di un asilo nido, al piano terra, per venire incontro alla richiesta dei rappresentanti di quartiere. I due piani superiori sono dati in gestione alla Casa delle donne, nel frattempo costituitasi a Circolo.

Nel novembre 1978 il Comune formalizza l'accordo. Da quella data in poi, la Casa delle Donne di via del Gambero vede l’arrivo e la nascita di numerose associazioni femminili. E con loro, la nascita di un vasto complesso di strutture, servizi, attività, esperienze e relazioni intessute attraverso gesti e azioni di scambio, integrazione, valorizzazione e ascolto dei percorsi di emancipazione e libertà femminile, che hanno contribuito, e tuttora contribuiscono, al processo di costruzione dei diritti di cittadinanza delle donne nate a Modena e nate altrove. 

Dal 1979 al 1984, in attesa della conclusione dei lavori, la Casa delle Donne si stabilisce in via Cesana dove apre la Biblioteca delle Casa delle Donne, convenzionata col Servizio Biblioteche del Comune, creando un patrimonio di libri, riviste e documenti delle donne e sulle tematiche legate al pensiero femminista, aperto alle donne e agli utenti. Si organizzano iniziative, incontri e dibattiti. Si producono quaderni periodici che informano sulle acquisizioni della biblioteca e sulle iniziative in svolgimento. In quegli anni inizia l’attività del gruppo ‘Donne e carcere’ con le donne detenute nel carcere di Modena.

 Dal 1984, al rientro in via del Gambero, si apre un bar gestito da donne; nascono i gruppi “Donne e poesia” e “Parto attivo” su gravidanza e parto.

 Dal 1990, dopo una serie d’incontri con il Comune, fa il suo ingresso nella Casa l’associazione Udi, nel frattempo rimasta senza la sede che occupava.  Inizia così una convivenza che continua ancora oggi tra realtà molto differenti tra loro, con una propria fisionomia e impostazione, che ha registrato anche dei vivaci momenti di confronto e scambio (sulla costituzione di un’associazione federativa Casa delle Donne, sul tema della violenza, ecc.).

 Nel 1990, nasce l’Associazione Gruppo contro la violenza alle donne che darà vita al Centro per donne che hanno subito violenze e, più tardi, alla Casa delle Donne Migranti “Semira Adamu”.

Alcuni anni dopo nascono le associazioni: Adaser (1992), Donne nel Mondo (1995), Gruppo Donna e Giustizia (1996),  Centro Documentazione Donna (1996), Differenza Maternità (2000).

Nel frattempo, si scioglie il Circolo Casa delle donne e il patrimonio della Biblioteca da esso gestita, viene trasferito in parte a biblioteche di quartiere e in parte al Centro Documentazione Donna.

Nel 2002 le associazioni, loro servizi e le attività, si sono moltiplicate mentre gli spazi della Casa delle Donne si fanno esigui. Il Centro documentazione donna si sposta temporaneamente in via Canaletto 88, dove tuttora ha sede. 

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