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il progetto

Sono iniziati il 13 dicembre 2010 i lavori per il recupero di Villa Ombrosa a Modena, un edificio rappresentativo, appartenuto nel Settecento al letterato modenese Ludovico Antonio Muratori e oggi di proprietà del Comune, destinato ad ospitare la nuova sede della Casa delle Donne.  

Da tempo le Istituzioni cittadine stanno lavorando alla realizzazione del nuovo progetto insieme alle Associazioni femminili modenesi che già fanno parte dell’Associazione Casa delle Donne: Adaser (Associazione Donne Arabe e Straniere in Emilia Romagna); Casa delle Donne contro la Violenza; Centro Documentazione Donna; Differenza Maternità; Donne nel Mondo; Gruppo Donne e Giustizia; Udi-Unione Donne in Italia di Modena. La Casa delle Donne di Villa Ombrosa sarà un luogo da abitare per tante donne, dove trovare un libro, un ascolto attento e accoglienza, una consulenza legale e psicologica e un ricco calendario d’incontri, corsi, giornate di studio e feste al femminile.  Un complesso di strutture, servizi, attività, esperienze, relazioni che costituiscano, in ambito culturale, un elevato patrimonio di identità della città che il Comune e le Associazioni intendono mantenere ed incrementare.  Un nuovo punto d’incontro e di confronto, vero e proprio riferimento per la città, dove stare insieme e incontrasi tra culture e provenienze diverse e dove le donne, native e migranti, possono trovare modi e forme di partecipazione alla vita della città. 

Un importante centro di approfondimento storico-archivistico grazie al grande patrimonio di archivi femminili esistenti ma anche un laboratorio culturale, sociale e politico permanente per tutte le donne, le giovani generazioni di donne e le donne nate a Modena e nate altrove. 

Il progetto prevede la creazione di sale per la consultazione e l'accoglienza, di archivi e uffici, tra cui lo sportello Informadonna. Gli spazi della nuova Casa delle Donne ospiteranno, inoltre, la Biblioteca del Centro Documentazione Donna, attualmente ubicata in via Canaletto, e le sedi delle associazioni, ora alloggiate in via del Gambero, che gestiranno gli spazi e i servizi della nuova struttura.

La realizzazione a Villa Ombrosa della nuova Casa delle Donne rappresenta un segnale importante dell’attenzione che la città riconosce al lavoro infaticabile delle donne modenesi nei diversi settori dell’economia, della società, della cultura.


Perché una nuova Casa delle donne?

Abitare insieme uno spazio per restituire alle donne e alla città il valore delle azioni, dei servizi, del patrimonio storico-archivistico delle donne. E per creare insieme alle giovani generazioni e alle donne provenienti da altri paesi, delle nuove occasioni d’incontro, di conoscenza e di elaborazione comune, per un laboratorio culturale, sociale e politico tutto al femminile.

L’attuale Casa delle Donne di Modena di Via del Gambero è un luogo che ha conquistato negli anni voce e autorevolezza, che ha dato voce al pensiero della differenza di genere, mantenendo sempre come il riferimento la storia e le lotte di emancipazione e di liberazione della donna.  

Le associazioni femminili modenesi rappresentano un rilevante punto di riferimento e di promozione per la cultura, l’integrazione, la solidarietà e i servizi. Le loro attività, le iniziative, i servizi offerti, hanno raggiunto decine di migliaia di donne - e non solo - di Modena, della provincia e della regione. 

Dai corsi di preparazione per le neo o future mamme all’accoglienza e al sostegno alle donne maltrattate; dalla individuazione dei nodi sensibili e problematici della condizione della donna nella nostra società alle attività a favore dell’integrazione culturale; dalla conservazione della memoria documentaria agli incontri sulla storia delle donne, alle iniziative per favorire la partecipazione femminile alla vita collettiva, la realizzazione delle pari opportunità tra donne e uomini e l’attuazione dei diritti di cittadinanza della donna. 

E proprio l’aspetto qualitativo e quantitativo della loro crescita ha condotto all’esigenza di usufruire di spazi maggiori e di poter disporre, quindi, di una sede più ampia dove riunire tutte le associazioni per creare continuità di lavoro, nuove occasioni di collaborazione e offrire risposte e servizi complessivi e plurali alle richieste.

 

L’intervento di recupero dell’edificio

Il recupero dell'edificio di Villa Ombrosa, quattro piani per una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati, prevede il restauro del fabbricato e l'ampliamento del piano terra di circa 150 mq con la realizzazione di una sala conferenze. Sulla copertura della nuova sala sarà alloggiato un giardino pensile, posto all’altezza delle finestre del primo piano, che si affaccia sul parco circostante nel quale spicca il verde di sei imponenti sequoie secolari. L’installazione di impianti fotovoltaici e solari consentirà di usufruire dei benefici legati al risparmio energetico.

L’intervento comporta una spesa di oltre due milioni di euro, di cui circa un milione stanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e un milione erogato dal Comune di Modena. Un primo finanziamento della Provincia di Modena ha consentito lo svolgimento delle attività preliminari legate alle indagini strutturali. Nel bilancio comunale è stato previsto un finanziamento per il 2008 di 100 mila euro, già utilizzati per gli approfondimenti progettuali, mentre per il 2009 è stato approvato lo stanziamento di ulteriori 700 mila euro destinati al primo stralcio dei lavori che sono partiti negli ultimi mesi del 2010. 

Il progetto culturale

L’intervento, nel suo complesso, prende in considerazione non solo la ristrutturazione dell'edificio di Villa Ombrosa ma anche l'avvio di un percorso culturale, “Verso la nuova Casa delle donne di Modena”, che ha l’obiettivo di sostenere, attraverso un processo partecipativo tra le associazioni coinvolte e la città, la definizione dell’identità e il ruolo della nuova Casa delle Donne nel panorama culturale e dei servizi modenesi.

A questo scopo, le associazioni femminili hanno siglato, il 29 ottobre 2008, la costituzione del Comitato “Progetto verso la nuova Casa delle donne”. Il comitato è formato, per statuto, dalle presidenti o rappresentanti in carica delle singole associazioni.

Il processo partecipativo “Verso la nuova Casa delle donne di Modena” si propone di accompagnare le associazioni, le cittadine e i cittadini modenesi, in un’azione di condivisione dell’importanza di avere in città luoghi di diffusione ed elaborazione della cultura della differenza di genere. Questo processo si sviluppa attraverso un progetto culturale, diviso in due parti, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e promosso dal Comitato “Progetto verso la nuova Casa delle donne”.

La prima parte del progetto, attraverso un lavoro comune svolto in 24 mesi (maggio 2009 - giugno  2011), ha previsto le seguenti fasi:

Fase I. Ricerca - Modelli e forme del rapporto Associazionismo femminile/istituzioni in Italia e in Europa per lo sviluppo delle politiche di genere

Fase II. Sperimentazione - Abitare insieme la Casa delle donne

Fase III. Comunicazione - Comunicare la nuova Casa delle donne

 

 

 

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